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Nella follia di Baku la spunta Ricciardo

Podio inedito a Baku dopo un Gp caotico al limite dell’esasperazione: primo Ricciardo, partito dalla decima posizione, secondo Bottas dopo essere stato doppiato e terzo il 18enne canadese Stroll al quale due settimane fa era stata messa in discussione la sua idoneità per i Gp di Formula 1. Sul Baku City Circuit è successo di tutto, tra detriti sulla pista, tre fasi con la safety car, una bandiera rossa che ha fermato la gara per 23 minuti, litigi tra i piloti e duelli suicidi tra compagni di scuderia, ne è venuta fuori una gara confusa e pasticciata, che la FIA e i suoi commissari di gara hanno perso di mano con decisioni e sanzioni sbagliate che hanno scontentato tutti. I circuiti cittadini sono sempre in balia di incidenti, per i punti molto stretti e a Baku, in combinazione con i rettilinei più veloci, il rischio di gare caotiche è programmato. Un intrattenimento che nuoce alla Formula 1.
Vince Ricciardo a sorpresa, che riesce a sfruttare bene gli episodi negativi, soprattutto quelli del duello Hamilton e Vettel. Alla partenza subito il primo botto alla seconda curva, stretta, con Bottas che balza e tampona Raikkonen: il primo subito ai box per cambiare musetto e gomme il secondo che continua con la fiancata ammaccata, ma perde i pezzi dell’alettone. Manovra sotto investigazione, senza sanzioni. Al 19° giro safety car in pista per permettere di raccogliere i pezzi della Ferrari. Da sottolineare l’assoluta incapacità degli addetti a tenere la pista pulita dai detriti e di rimuovere dalla pista la vettura di Kyviat con la giusta tempistica. Al 22° giro nasce ufficialmente la rivalità Hamilton-Vettel, che fino al quel punto erano rimasti distanti e non si erano mai affrontati. Hamilton, lamentatosi per la lentezza della safety car che incideva sul mantenimento delle temperature delle gomme, prima del rientro della safety car, per guadagnare sul secondo rallenta decisamente alla curva 14. Manovra normale, ma in quel punto della pista è l’ideale o antisportivo? Vettel lo tampona, va su tutte le furie e reagisce nel peggiore dei modi. Gli saltano i nervi, affianca Hamilton lo manda a quel paese e lo colpisce con una ruotata. Nel calcio sarebbe fallo di reazione ed espulsione. Episodio sotto investigazione e sanzione solo contro Vettel: 10 secondi di penalizzazione con stop/go per “guida pericolosa”. Punizione blanda. Inoltre per la sua manovra contro Hamilton la FIA ha sanzionato Vettel con 3 punti nella classifica che la FIA stila con punti di penalizzazione: chi nell’arco di 12 mesi arriva a 12 punti è squalificato per un Gp. Con Baku Vettel è a 9 punti. Hamilton invece “si è comportato correttamente mantenendo una velocità costante come negli altri riavvi durante la gara” secondo il comunicato FIA.
Dopo lo scontro tra i due, succede di tutto. Le due Force India di Perez e Ocon si danno battaglia e si danneggiano a vicenda forse per un regolamento di conti in famiglia e per i troppi detriti arriva la bandiera rossa. Durante la sosta si lavora sulle monoposto e rientrate in pista al 32° giro arriva il doppio colpo di scena che decide la gara. Hamilton e Vettel riprendono il duello al comando, ma all’inglese hanno montato male il bordo dell’abitacolo ed è costretto a tornare ai box per la sostituzione. Contemporaneamente e con tempistica assurda arriva la sanzione a Vettel, che perde il comando della gara. Il tedesco rientra davanti a Hamilton in 7° posizione e riparte il duello, ma non per le prime posizioni. Ricciardo ringrazia per una vittoria inaspettata e in questo gioco della bottiglia di Baku l’australiano la dà a bere a tutti, mentre Bottas corona la sua rimonta bruciando Stroll negli ultimi metri e soffiandogli il secondo posto. I rivali per il titolo hanno effettuato il massimo e rimontato fino al 4° e 5° posto con gli ultimi giri finalmente da vera competizione.
Dopo l’ottavo Gp della stagione, se si guarda alla classifica, alla Ferrari e a Vettel è andata molto bene. L’ordine d’arrivo non cambia di molto la lotta per il titolo, ma il tedesco allunga di due punti (153) su Hamilton (139). Decisive sono le scorie rimaste dopo il duello tra i piloti più forti del circuito, perché potrebbero condizionare il rapporto, finora senza screzi, tra i due contraenti, che alla fine si sono accusati a vicenda con parole al veleno sull’accaduto. Vettel è da biasimare, perché ha buttato al vento un’occasionissima di vincere il Gp dell’Azerbaigian se avesse sfruttato la disattenzione dei meccanici Mercedes sulla vettura di Hamilton, il quale ha pagato carissimo l’errore con la mancata vittoria in una gara che stava dominando. Conferma, che gli errori incidono sulla sfida per il titolo. Scandaloso, ancor più dei piloti il comportamento delle FIA, ha perseverato negli errori, indirizzando non poco la gara.

G.S.
foto: Ansa

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