Interviste

L’importante è rinnovarsi!

“La nostalgia è un sentimento bello, che vale la pena e il coraggio di descriverlo”

Intervista a Gianna Nannini a cura di Luigi Farulli, moderatore della trasmissione radiofonica “Piazza Italia”. In onda ogni sabato dalle ore 11:00 alle ore 13:00 su Radio RaBe di Berna

L’album “Amore gigante” non lascia momenti di tregua, è un film in musica…

Bella questa. Mi piace questa espressione. Sicuramente è un film. Specialmente la canzone “Cinema” dev’essere proprio un film che mi sono fatta con questa canzone.

Un disco pieno di ballate romantiche, con suoni acustici e incursioni nell’elettronica. «Un album molto pop». È giusto?

È un album sicuramente non rock. Ma il rock sai cos’è?  “La voce”. Per cui i miei album sono sempre rock, perché c’è la voce che si imprime. Quando uno ha una voce con delle caratteristiche, non importa il genere, l’importante è che la canzone detti il tipo di arrangiamento. In questo caso l’elettronica è un ritorno sempre amato. Perché io ho iniziato con Conny Plank e l’uso del sintetizzatore analogico che oggi si è trasformato in varie versioni. Quindi quei suoni sono sempre attuali è sono parte della mia nascita musicale.

«Fenomenale», il primo singolo estratto dal disco, in cui canti che l’amore «è una linea di confine». Confine fra cosa?

Quando si spiegano le canzoni è sempre molto difficile capirsi. Sono insieme alla musica e gli fa parte tutto il verso che c’è prima. Quel margine che c’è nelle comprensioni quando si gioca un po’ con l’amore. Questo è un po’ un gioco questa canzone, alla fine. Come succede in amore. Spesso nascono questi limiti, dei confini. Perché ci sono dei confini ogni tanto.

Com’è nata la canzone «Amore gigante»?

“Amore gigante”, che è l’ultima canzone che ho scritto, è nata una notte, mi sono svegliata dopo che mi era nata questa melodia, non nel sogno ma in sonno, mentre dormivo. Quindi ho dovuto alzarmi e scrivere questa canzone. Poi però non è stata scritta tutta subito, ci ho messo un po’ di tempo. Sono andata a Los Angeles, ho fatto degli esperimenti. Perché volevo provare questa cosa nuova, innovativa per la melodia italiana. Il linguaggio quasi fitto, come si dice, e poi la melodia spalancata. E questa canzone quindi è una versione unica nel mio modo di essere, è un nuovo modo di scrivere. Come tutto il disco secondo me.

In questo disco hanno lavorato con te molti autori: Pacifico, Isabella Santacroce, Fortunato Zampaglione, Annalisa, Francesco Bianconi (Baustelle)…

Ho preso come collaboratori questa nuova tendenza musicale che c’è in Italia, che sta dirompendo. Perché credo che dare la mia voce a questi nuovi autori, con cui condividiamo anche dei momenti di testo, è un modo di sperimentare sempre nuovo e non sedersi su quello già scritto. Dopo aver scritto 300 canzoni credo sia importante rinnovarsi. E soprattutto perché mi ispirano questi nuovi giovani.

È vero che il brano «L’ultimo latin lover» è dedicato a tuo fratello Alessandro, ex pilota di Formula 1?

Sì, ma non come testo. È dedicato perché c’è la macchina della Formula 1 dentro, che è stata usata nel mixaggio di Alan Moulder come fosse una vera chitarra. Mio fratello è molto elegante nel prendere le curve. È sempre stato un grande pilota, forse un talento unico proprio, un genio nella macchina, e volevo mettere questa dedica per lui. Il primo Latin Lover era dedicato a mio padre e adesso toccava a lui. (ride)

In «Pensami», invece, descrivi la nostalgia come un animale che «morde dentro»…

La nostalgia è un sentimento bello anche, che vale la pena e il coraggio di descriverlo ogni tanto.

Nella versione deluxe di “Amore gigante” c’è il concerto bagnato dell’Arena di Verona…

Sì, è un concerto in cui diluviava e quindi era quasi impossibile cantare perché, da un certo punto di vista sonoro, la pioggia entra nel suono del microfono. E io ho dovuto cantare proprio sulla pioggia non tanto sulla sinfonia. Avevamo preparato da settimane questo concerto con la sinfonica, non potevamo rimandarli via. Quindi il palco era coperto, la gente era sotto il diluvio, ogni tanto ci andavo anche io, ma si guastavano le attrezzature. Abbiamo avuto un sacco di problemi tecnici. Ma la voce era splendida perché riuscivo comunque a esserci con questa pioggia, e ho cantato con la pioggia! Mi sembrava un documento unico. Fare un mixaggio che ha poi fatto Alan Moulder, come lui solo può fare, immettere anche la pioggia e diventa uno strumento musicale!

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1 Commento

  1. Deleanu Margareta
    19 marzo 2018 at 12:57

    Nostalgia è davvero un sentimento che ti morde dentro…Solo Gianna sa descriverlo nelle suoi canzoni.Ed può capire questa cosa solo quelli persone che hanno questo sentimento dentro…Nostalgia è il sentimento più feroce ed nello stesso tempo più bello che esiste..Nostalgia,ti fa andare avanti…,ti fa sognare,piangere,ridere,vivere,arrabbiare ,ti fa scrivere le poesie…Grazie Gianna che esisti!👍🌟🌹❤🎶⭐😎

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