Società

Vacanze, che tormento!

A volte stare in vacanza è più stressante di quando non lo si immagini! Come evitare di ritornare dalle vacanze più stanchi di quando siamo partiti? Ecco i consigli di una psicologa cognitiva americana…

Finalmente c’è qualcuno che ha il coraggio di ammetterlo: tornare dalle vacanze non è poi così male. Si vede che siamo un popolo di abitudinari e dopo un po’ la routine di tutti i giorni ci manca e anche essere in vacanza, a volte, risulta più stressante della vita di tutti i giorni. Questo perché in vacanza dobbiamo fare la vita da vacanzieri: recarsi da parenti e amici, organizzare una gita, visitare tutti i monumenti o i luoghi d’attrazione segnalati dai siti o dalle guide turistiche, impegnare i bambini in qualche modo, andare a pranzo dai nonni, la merenda nella gelateria del centro, l’aperitivo con gli amici sul mare e la cena nel locale appena aperto o nella solita trattoria.

Ad un certo punto si scoppia… e non solo per il cibo, ma anche di stress. Ma come, siamo in vacanza e parliamo di stress? Sì, perché la vacanza stressa. I motivi non mancano, ma fra tutti, uno tra quelli che incidono maggiormente è che in verità non stacchiamo mai la spina. Avete mai provato a staccare il cellulare il giorno della partenza e riaccenderlo il giorno del ritorno? Bisogna sconnettersi totalmente dal lavoro, dalla vita di tutti i giorni e concedersi al relax. Una studiosa, la psicologa cognitiva Amanda Crowell, ha spiegato che per tornare rilassati dalle vacanze, bisogna partire rilassati e mantenere lo stato di relax anche durante tutte le vacanze.

Crowell descrive un effetto noto come “affaticamento dell’ego”, l’esaurimento mentale cumulativo che subiamo quando prendiamo molte decisioni senza dare al cervello la possibilità di ricaricarsi. “Una buona vacanza offrirà al vostro ego il tempo per ricaricarsi senza cercare di gestire il vostro cervello, senza cercare di essere sempre sul pezzo, senza costringere la memoria a seguire gli stessi percorsi di quando siete al lavoro”, dice Crowell. “Il problema è che le persone si sentono in colpa quando vanno in vacanza. Non riconoscono che la vacanza è un vantaggio per la loro produttività e per il successo nel lavoro. Perciò controllano le email una volta al giorno, fanno rapide telefonate o pensano sempre al lavoro”.

“Fate del vostro meglio per annoiarvi” dice Crowell. “Quando siete annoiati il vostro cervello non è vuoto”, dice Crowell. “Rovista tra i pensieri, opera connessioni, individua schemi. Un cervello a riposo, in realtà, è molto attivo”, ma senza stress. Questo riposo che concederete al vostro cervello vi permetterà una ripresa alla grande!

“Già prima di partire per le vacanze, fate in modo che sia un successo”, è un altro importante consiglio di Crowell. Cosa ancora più importante, programmate il vostro ritorno a casa almeno un giorno prima del necessario: se dovete rientrare al lavoro di lunedì, cercate di tornare a casa sabato invece che domenica. Così avrete un po’ di tempo per superare un eventuale jet lag e avere un ‘periodo cuscinetto’”.

Fate in modo che il vostro rientro sia gradevole, la casa accogliente e ordinata, la dispensa piena. Ordinate il pasto e non state a preparare nulla. Considerate che una delle cose che stressa maggiormente è che già quando siamo in vacanza pensiamo al rientro. Se prima di partire facciamo in modo che il rientro sia dolce, abbiamo risolto gran parte dei nostri problemi. E il primo giorno di lavoro dopo le vacanze? Per non essere più stressati di quando siete partiti Crowell suggerisce di “non trascorrete il vostro primo giorno in ufficio a pieno regime, perché sarà come subire uno shock culturale”. “Fate una passeggiata di pomeriggio, così potrete mantenere un po’ di quel senso di riposo. In tutta sincerità, credo che dovreste farlo sempre”.

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