Cinema

‘Il Segreto’ di Sheridan

Il grande regista irlandese torna nelle sale con una storia tratta dal bestseller dell’autore dublinese Sebastian Barry

Arriva nelle sale la storia di Rose, una donna forte e coraggiosa con un segreto inconfessabile e un urgente bisogno di verità: può essere riassunta così la storia di Rose, internata da 40 anni in un manicomio dell’Irlanda del Nord. Quando l’ospedale sta per essere demolito per far spazio a un resort e la donna rifiuta di andarsene, arriva un giovane psicologo, Stephen Grene che si appassiona alla sua tragica storia e impedisce il trasferimento della donna in un’altra struttura.
Inizia qui il flashback in cui Rooney Mara interpreta la giovane Rose nel 1940, una bella cameriera corteggiata da mille pretendenti tra cui un pilota e un prete cattolico piuttosto focoso che diventerà causa del suo internamento. Rose è infatti accusata di aver ucciso il proprio figlio appena nato, un figlio che il paese sostiene essere stato concepito con il prete cattolico locale, e che invece la protestante Rose dice essere il frutto del suo amore per il pilota dell’esercito inglese.
L’indagine del dottor Grene sul passato di Rose sarà tanto un tentativo di penetrare l’oscurità che circonda la mente della donna, i cui ricordi sono stati in parte cancellati dai ripetuti elettroshock, quanto una sorta di inchiesta per ristabilire la verità su come siano andate le cose: verranno alla luce una relazione di passione e amore travolgente e una colpa, l’unica per Rose: essersi innamorata dell’uomo sbagliato. Già regista di capolavori indimenticabili come ‘Il mio piede sinistro’ del 1989 e ‘Nel nome del padre’ del 1993, il famoso regista torna a girare in terra irlandese dopo un altro dei suoi film, ‘The Boxer’: “Sono tornato a girare in Irlanda dopo 20 anni. Sono cresciuto lì, le mie ossa e il mio sangue sono irlandesi.
Questo film nasce pensando al carattere forte e risoluto di una protagonista donna, figura al femminile in primo piano mai affrontata fino ad ora per me, immersa in una storia di oppressione nei suoi confronti da parte della Chiesa cattolica. Volevo raccontare una sorta di vendetta al femminile in un mondo oppressivo di uomini.
La versione irlandese è stata quella moralmente più estrema mai esistita nella religione cattolica, ed ero così stanco di tutti questi film sulle povere ragazze finite nella Magdalen Society che girare ‘Il segreto’ è stato come reagire a tutto ciò e provare a cambiare la storia”. Il film si inserisce in un filone culturale che da qualche anno ha smesso di raccontare solo gli esempi migliori per rivolgere l’attenzione sugli abusi e le violenze perpetrate nella Chiesa Cattolica: da ‘Spotlight’ che ha vinto l’Oscar raccontando il caso di pedofilia sistematicamente coperta per anni nella comunità bostoniana, a ‘Philomena’, storia dell’adolescente Philomena Lee, che dopo essere rimasta incinta viene cacciata dalla famiglia e mandata a lavorare nel convento di Roscrea dove il figlio le verrà strappato e dato in adozione. Philomena è una sorta di sequel di ‘Magdalene’ di Peter Mullan, Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia: la storia dei conventi Magdalene gestite dalle Sorelle della Misericordia per conto della Chiesa cattolica che ospitavano ragazze imprigionate e costrette a lavorare nelle lavanderie per espiare i propri peccati.
Capolavoro sul tema anche ‘La Mala Educacion’ di Petro Almodovar  che ha attinto direttamente alla sua esperienza di studente nelle scuole cattoliche. Qualcosa è cambiato insomma e molte sono le pellicole che puntano il dito contro le violenze perpetrate dalla Chiesa a danno dei più deboli, donne e ragazzini.

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