Scrive chi legge

La Casa d’Italia di Zurigo viene chiusa veramente oppure no?

Proposta: organizzare un comitato di controllo per seguire tutte le fasi della ristrutturazione della Casa d’Italia fino al momento della riconsegna

A pochi giorni dalla chiusura ufficiale della Casa d’Italia di Zurigo – se poi avverrà oppure no, sarà la storia a dirci la verità – in qualità di componente eletto nel Comites della circoscrizione consolare di Zurigo e in qualità di responsabile legale della Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera, in entrambi i casi fautore dell’italianità in terra elvetica, credo sia opportuno scrivere il presente testo affinché in futuro non ci siano equivoci d’interpretazione e di stravolgimento della realtà (chiusa premessa).
Quando all’inizio del 2017 siamo venuti a conoscenza del progetto di ristrutturazione della Casa d’Italia di Zurigo, sulla quale legittimità dell’atto non più rinviabile siamo tutti d’accordo, personalmente, quale componente del Comites, come altri colleghi, abbiamo pensato, che questa ristrutturazione “S’HA DA FARE”. Che però, qualche mese dopo si facesse tanta fretta, credo che nessuno di noi se lo aspettasse in tal modo. Il Presidente del Comites, dietro nostre indicazioni, si è mosso celermente nel chiedere del perché di tutta questa fretta, visto che non esisteva e non esiste tutt’ora un progetto ufficiale di ristrutturazione. Sempre dietro indicazioni del Comites, a firma del Presidente Alban, è stata inviata in data 10 aprile 2017 una comunicazione al Sottosegretario Amendola e.p.c al Console Generale d’Italia a Zurigo Min. Giulio Alaimo, ai Parlamentari – collegio Europa – al Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone, dove si rimarcava nuovamente dell’incomprensibilità dell’accelerazione del provvedimento di ristrutturazione, come detto, senza avere un progetto definito. In assenza di un progetto definitivo nonché la certezza dell’inizio dei lavori della struttura,  noi come emigrazione organizzata, così come  Comites, come Casli che come Associazionismo organizzato, avremmo potuto ancora usufruire del piano rialzato della Casa d’Italia per le riunioni e per le attività già programmate: niente da fare! Dall’accelerazione della ristrutturazione e la conseguente uscita dai locali entro il 7 luglio 2017, sono cominciati ad affiorare dei dubbi sul seguito di questa vicenda.
A questo punto il Comites ha organizzato la serata informativa pubblica il 23 maggio 2017, aperta ad associazioni e cittadini per capire i motivi di questa accelerazione e il perché del diniego di poter utilizzare ancora, almeno fino a inizio dei lavori, parte dei locali della Casa d’Italia, come più volte sottolineato. Nell’assemblea del 23 maggio 2017 a tutti i presenti subito è balzato agli occhi l’assenza del Signor Ambasciatore, con motivazioni non proprio convincenti, ulteriore segnale di conferma ai dubbi sulla procedura, che oramai erano affiorati. Rimasto solo nell’affrontare la comunità, il Signor Console Generale è stato apparentemente esaustivo nelle risposte alle domande che gli sono state poste.
Qualche settimana dopo, altre sigle in nome e in rappresentanza della stessa italianità hanno dato ulteriore forza ai dubbi iniziali. Visto che, come rappresentante del Comites la domanda che mi viene posta (sicuramente non solo a me) è “ma il 7 luglio 2017 la Casa d’Italia di Zurigo viene chiusa veramente oppure no?”, non vorrei che dopo tante rassicurazioni sotto tutti i punti di vista, per qualche cavillo burocratico, queste sigle associative – scese in campo in parallelo con le iniziative intraprese del Comites e il Consolato Italiano di Zurigo (che ha rassicurati tutti su tutto) – riuscissero a bloccare la chiusura della Casa d’Italia. Di certo come Comites e come Consolato non faremmo una bella figura.
Aggiungo un pensiero come responsabile legale della Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera, visto che i dubbi, anziché vederli assopiti riaffiorano in continuazione, nonostante le rassicurazioni ricevute nella riunione del 23 maggio 2017. Ora il tarlo maggiore in questa telenovela è: a ristrutturazione ultimata, le associazioni, le Federazioni, che da sempre sono ubicate nella struttura della Casa d’Italia, avranno ancora un posto e un ruolo all’interno dei locali della Casa d’Italia?
A questo punto la domanda sorge spontanea: quest’accelerazione è un bene oppure un male per tutti noi? Secondo: i soldi per la ristrutturazione esistono veramente o sono virtuali? Questa riflessione nasce per il seguente motivo: se alle prossime votazioni governative si dovesse cambiare linea politica, il nuovo Governo manterrà fede a questo impegno? Terzo: È lecito sapere entro quanto tempo il progetto della ristrutturazione sarà definitivamente presentato? Quarto: Così come ci sono i tempi certi di uscita, in ugual misura, possiamo avere altrettanto tempi certi di rientro? Alla presenza di tutti questi dubbi, purtroppo non del tutto chiariti, propongo alle Federazioni, associazioni, singoli cittadini, componenti del Comites, imprenditori e tutti quelli che leggono questo testo, di organizzare un comitato di controllo per seguire passo dopo passo tutte le fasi della ristrutturazione fino al momento della riconsegna. Questo comitato deve svolgere il ruolo di cerniera tra la comunità italiana della circoscrizione consolare di Zurigo e il Governo italiano, perché anche se ci fosse un cambiamento di Governo, gli impegni presi dal Governo uscente siano ereditati dal nuovo Governo e dalle autorità diplomatiche italiane in Svizzera.
Non vorrei/ vorremmo che i rappresentanti istituzionali che sostituiranno gli attuali in carica, non siano propensi ad assumersi responsabilità non loro. La nascita di questo comitato deve vigilare e preoccuparsi della corretta gestione della ristrutturazione, così come la certezza del rientro delle Federazioni e associazioni. Questo per dire che, gli impegni di oggi saranno anche gli impegni di domani, senza se, senza ma. Appello alle autorità competenti non pensate di considerarci dei burattini nelle vostre mani o di chi che sia. A buoni intenditori poche parole!

Ticchio Giuseppe
componente eletto nel Comites della circoscrizione Consolare  di Zurigo e responsabile legale della Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera

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