Piccolo Schermo

Successo da record per ‘The Good Doctor’

La nuova serie tv di Rai 1 conquista il pubblico e fa registrare ascolti clamorosi

E’ partita con il botto la nuova serie tv di Rai Uno che nella puntata d’esordio con più di cinque milioni di spettatori ha fatto registrare addirittura il 28% di share, arrivando ad un picco del 34.5% durante il terzo episodio della serata. Il miglior risultato per una serie tv sulla generalista dal 2013 ad oggi. Numeri ancor più da capogiro se raffrontati con quelli fatti registrare dalle altre reti, staccate con una distanza abissale: basti pensare che Canale 5 ha fatto registrare uno share del 9% appena.

“La scelta vincente di programmare ‘The Good Doctor’ conferma la volontà della rete di proporre i prodotti internazionali migliori in termini di qualità, che sappiano coniugare il grande intrattenimento popolare con temi importanti, inserendoli perfettamente nella mission editoriale e di servizio pubblico di Rai1”, ha commentato entusiasta Angelo Teodoli, direttore di Rai 1. ‘The Good Doctor’ racconta la disabilità senza pietismo o banalità: la serie è infatti incentrata sulla storia di Shaun Murphy (interpretato dall’attore Freddie Highmore), un giovane chirurgo autistico con la Sindrome del Savant, patologia per la quale accanto ad una serie di ritardi cognitivi si presenta lo sviluppo di un’abilità sopra la norma in un settore specifico, in questo caso la medicina.

Un personaggio fuori dagli schemi, inconsapevolmente ribelle, che non si piega a certe logiche relazionali, non riesce a dire le bugie, non ama il contatto e non risponde alle domande, eppure un personaggio per il quale tutti finiscono per tifare, perché riesca a guadagnarsi la fiducia dei colleghi ed a trovare lo spazio che merita al St. Bonaventure Hospital.

Arrivato dal Wyoming con un’infanzia travagliata alle spalle, sotto invito del suo mentore il giovane Shaun si trasferisce per il tirocinio nel dipartimento di chirurgia del San Jose St. Bonaventure Hospital, per iniziare a realizzare il suo sogno, quello di salvare le vite degli altri dopo che durante l’infanzia ha dovuto assistere, inerme, alla morte del fratello e del suo coniglietto del cuore.

Per quanto si dimostri subito innegabilmente brillante e intuitivo, le sue gravi difficoltà di comunicazione e relazionali lo portano a dover combattere contro lo scetticismo e i pregiudizi dei suoi colleghi che vedono nella sua patologia un grande limite. Ma ‘le disabilità non limitano, ma possono diventare una possibilità in più’, come afferma lo stesso Glassman nel primo episodio: inciso che sembra racchiudere la chiave di lettura di questa serie tv targata ABC, già successo clamoroso anche in America, dove al debutto è stata seguita da 11 milioni di persone, diventando così la nuova serie più vista negli ultimi 21 anni. Non a caso la mente creativa è quella di David Shore, che con Paul Attanasio era la mente di Dr. House dove Hugh Laurie interpretava un medico tanto geniale quanto cinico e misantropo.

Per ‘The Good Doctor’, Highmore, noto sin da bambino per le sue interpretazioni in film iconici come ‘Neverland – Un Sogno per la Vita’ (2004) e ‘La Fabbrica di Cioccolato’ (2005), ha anche guadagnato una nomination ai Golden Globe Awards 2018 come ‘Best Actor – Television Series Drama’,  (Miglior attore in una serie drammatica).

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