Editoriale

Una bomba sul mondo

Aon, primo gruppo in Italia e nel mondo nella consulenza dei rischi e delle risorse umane per le aziende che operano sui mercati internazionali, pubblica il nuovo rapporto che riguarda i rischi e le zone di rischio nel 2017. Secondo la pubblicazione la nuova Risk Map 2017 aggiungerebbe sempre più Paesi e settori a causa della minaccia terroristica che si diffonde con tattiche sempre più diversificate e l’obiettivo di uccidere. Per tutto il 2017 non è presa in nessuna considerazione eventuale diminuzione complessiva dei rischi legati agli atti di violenza. Insomma per terrorismo e attacchi terroristici il 2017 si sta presentando a livelli molto alti come non se ne vedevano più almeno 4 anni. Nei dati diffusi dall’istituto di ricerca, anche se l’anno prima, il 2016, è stato particolarmente negativo con un incremento degli attacchi terroristici del 14%, quest’anno i numeri sono peggiori a causa della “nascita di nuovi movimenti nazionalisti e populisti che hanno contribuito a creare un contesto” tale come quello in cui viviamo. L’aumento ha interessato in maniera particolare i Paesi occidentali, ma non è un segreto. L’ultima settimana è stata un’escalation di terrore, minacce, provocazioni, morti, feriti, lutti e terribili notizie a causa di una serie di attentati e attacchi che lasciano sperare ben poco per il nostro futuro: Russia, Stoccolma, Siria, America, Nord Corea e prima ancora Bruxelles e Londra. Il mondo è sotto una continua e costante pressione a causa dalle minacce che arrivano da tutte le parti. Sembra che la tanto decantata pace nel mondo non sia mai stata tanto messa alla prova, soprattutto adesso che le due potenze Usa e Russia sembrano arrivati ai ferri corti. Trump, dopo aver risposto con un attacco missilistico all’attacco con gas in Siria, ha tagliato ogni possibilità di accordi con Putin che insieme all’alleato Assad, ha dichiarato che “l’attacco americano alla base siriana ha superato molte linee rosse” e che da adesso in avanti “risponderemo con la forza a qualunque aggressione”. Sarà per questo motivo che l’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. È in previsione una possibile nuova guerra? Si chiede Marcello Foa, giornalista direttore del “Corriere del Ticino” e blogger de “Il giornale” con toni allarmistici. Ma la guerra forse non è già cominciata? Ci domandiamo invece noi. I numeri ci sono tutti: bombardamenti, dittatori, attentati, bombe che scoppiano, treni che saltano, proiettili vaganti, Kamikaze, gas letali e soprattutto tantissime vittime innocenti. Chi non ha l’impressione che in guerra lo siamo già? Il mondo sembra quasi una grossa bomba con il tempo contato perché la miccia è ormai innescata e se si va avanti così tra non molto potrebbe anche fare scintille!

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